Sulla tragedia di Oslo…

Il premier: «E’ una tragedia nazionale» Sale a 84 il bilancio delle vittime – Corriere della Sera.

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quella notte verso Santu Cosumu

Oggi pubblico il pezzo di un’amica… in realtà si tratta di una mail che lei ha inviato per condividere con i suoi amici un’esperienza che lei stessa ha definito meravigliosa e che voleva fissare prima che si sbiadisse nella sua mente.

Sabato sera (4 giugno) alle dieci V. ed io eravamo già davanti alla chiesa della Madonna della Croce a Francavilla, curiose ed incapaci di immaginare che cosa ci aspettava. Sapevamo delle difficoltà che c’erano e dell’alta probabilità che tutto andasse a monte; P. aveva fatto l’impossibile per organizzare ma l’incertezza era massima…. in realtà noi eravamo lì e basta, senza farci troppe domande. Aspettavamo gli altri, mentre una musica inascoltabile suonata sul piazzale invadeva persino le navate della chiesa, rendendo quasi volgare l’atmosfera pigra della festa, con le sue luminarie e bancarelle.
 
Gli altri sono arrivati, saluti, chiacchiere e attesa …poi finalmente un carretto, no! ogni cosa va chiamata col suo nome, nu traìnu. Si è fermato lontano dal fracasso e sono scesi i suonatori per salutare la Madonna…. P. si è unito a loro ed in meno di un minuto tutta la gente che era sul piazzale si è affollata intorno ai suoni.

Una signora, con grazia composta, ha iniziato a ballare con P., pochi minuti di ronda spontanea, giusto il tempo di prendere fiato e … fine della sosta, è ora di partire, continuare il pellegrinaggio verso Santu Cosumu alla macchia, cioè il Santuario dei SS. Medici (SS. Cosma e Damiano) di Oria (BR).

P. ci ha chiamate: bisognava salire tutti sul trainu!
 
Il cavallo era un elegante murgese nero; siamo saliti in undici, tre donne, quattro bambini e quattro adulti. Dalla strada la gente ci guardava, tra loro le mie nipotine …. in quell’attimo l’unica domanda che mi è venuta in mente è stata; “Cosa staranno pensando?
… ma ammetto che è stato un pensiero rapido, subito dimenticato…. era tutto troppo strano, troppo forte e bellissimo per pensare ad altro! appena ci siamo mossi sono partiti i suoni ed i canti… il resto è svanito!

(Un piccolo inciso: mentre io e V. avevamo trovato posto allu ‘ncasciatu cioè sulle panche delle sponde laterali del carretto, F. era alla culazza, cioè in fondo…  la culazza del traìnu si capisce cos’è, no? …in pratica hai il vuoto dietro la schiena… e F. ora sa cosa vuol dire)

Suoni e canti, la tarantella soprattutto…
 
Di fronte a me, sul traìnu, tre ragazzini: l’aspetto di ognuno di loro era quella di un bambino, ma il piglio era già da uomo fatto! Due col il tamburello, uno con l’organetto … Quello con l’organetto, era una forza della natura! suonava solo da 6 mesi ma… da non credere! Ha suonato l’organetto per tutta la notte ed ogni volta che suo zio gli diceva “attacca” lui apriva la sua valigia, tirava fuori l’organetto e partiva senza esitare. Ce l’hanno nel sangue quella musica, non c’è altra spiegazione!
 
Alla guida del trainu due adulti, uno dei quali si chiama Mino… nome di battesimo Cosimo Damiano e questo spiega lo spirito di questo viaggio che lui fa ogni anno la notte dell’Ascensione da Villa Castelli a Oria. Circa 4 ore di viaggio col traìnu suonando la fisarmonica e cantando…  lo farà per tutta la vita per un voto di suo padre ai Santi Medici prima che lui nascesse.

Poi P.: tamburello, castagnola e inconfondibile voce
e infine D., un altro personaggio dalle mille risorse, grande conoscitore di canti tradizionali, dal vasto repertorio e dallo stile di canto molto molto personale! 🙂

Al di fuori di questo micromondo la normalità, il ventunesimo secolo…. la strada asfaltata e le automobili.

Ad un certo punto, si sono accodati a noi due sciarabbà (lo sciarabbà è il calesse) trainati da poni…bellissimi.

Dopo due ore di cammino e di musica e di canti ininterrotti, qualcuno ha detto…. “santu cosumu mia, amu ‘rrivatu…forza vagnù, vutamala a tarantella” e poi, di seguito, la consueta incitazione…. “rocco, pigghia la ricunetta, sona bellu, mena!”
Per farla breve …. non appena si sono accorti di essere vicini al santuario, forse intravedendo la croce dalla strada, la musica si è fatta più intensa, è salita di tono, alcuni di loro si sono alzati in piedi e Mino ha iniziato a far schioccare “lu scriatu“… la frusta.

E così siamo arrivati nell’enorme parcheggio davanti al santuario, quasi deserto.  Era più o meno l’una e mezza di notte….pochissima gente ed atmosfera surreale. Nuvole basse, foschia e silenzio, tanto silenzio…

…. improvvisi ricordi d’infanzia, ricordi dolci ma anche di scene forti, immagini rimosse e sensazioni dimenticate…

Messo a riposo il cavallo, tutti insieme siamo entrati nel santuario …. ognuno per motivi diversi, ognuno con il proprio spirito e su questo non c’è molto da raccontare…
Sulla porta d’ingresso del santuario c’erano diverse pietre….pietre che i pellegrini portano con se durante il pellegrinaggio e lasciano lì, espressione pura del rito di cui tutto quello che sto raccontando fa parte…

La tradizione vorrebbe che si comprassero dei nastri al mercatino fuori dal santuario per decorare, ad esempio, il tamburello, …. ma anche il cavallo!….perchè questo è il segno, al rientro in paese,che quel cavallo è stato a santu cosumu!
Ma alle due di notte il mercatino era chiuso…… niente nastri! 😦

Mino però i nastri rossi e verdi  li aveva! I nastri dei colori dei SS. Medici …perchè lui era già stato al santuario la domenica precedente… e solo per comprarli! Giorni e giorni di preparazione per questo pellegrinaggio ed un anno di attesa, tutti gli anni!

Ritornati alla base, è arrivato il momento del cibo! formaggio, salciccia, pane casereccio, bevande, polpette di pane e focaccia.
La musica a questo punto è cambiata ed il ventaglio del repertorio si è aperto in tutto il suo splendore!!! da pizziche e matinate alle canzoni melodiche napoletane ai canti tradizionali del barese o nelle strane lingue di D..

Confesso però che il mio cuore è stato toccato a fondo quando Mino con la sua fisarmonica ha intonato Lu ssittaturu e CICCILLO….

Alle quattro del mattino l’unica nota stonata in quella atmosfera perfetta: si è avvicinato un sacerdote e rivolgendosi a noi con finta ironia ha chiesto se quelle erano “canzoni di chiesa” … poi, poco cortesemente, ci ha chiesto di smettere di disturbare la gente che era in chiesa a pregare, …”ormai siamo tutti svegli e può bastare!”. Mino ha cortesemente risposto che stavamo per andare via, ha chiesto scusa ed ha salutato…e così siamo ripartiti…Un tempo si suonava davanti al santuario, poi ad un certo punto è  stato vietato.

Certi modi di vivere la devozione sono fatti da gesti antichi, rituali, carichi di significati maturati in secoli di storia della comunità di appartenenza, ancora così radicati nella gente da spingere al “sacrificio” incondizionato … tutto ciò meriterebbe quanto meno rispetto! A maggior ragione da parte di un certo mondo ecclesiastico ormai complice del mercanteggiare la fede, che usa severità solo con chi è più debole o esprime la fede in modo diverso…
Quella notte non c’era una festa qualsiasi, ma un rito di sincera devozione e desiderio di rendere omaggio, come accade quando si incontra chi si ama… e tutto si è svolto con estrema compostezza e rispetto…. forse, invece di vietare, sarebbe meglio osservare e riflettere!

Io non sono definibile “una persona di fede” o esperta di antropologia e mi sento anche impreparata in materia di tradizioni della mia terra.. ma come persona qualunque ho trovato tutto

così vero e meraviglioso!

Alle quattro e mezza di mattina eravamo già ripartiti e nemmeno quell’ultimo episodio era riuscito a minare la bella sensazione di appagamento che provavo!

Ancora suoni, ancora canti…. La strada però si era riempita di persone che a piedi erano partite la sera prima dai paesi vicini, alcune scalze, per lo più in gruppo, …tutti avanzavano in direzione opposta alla nostra, verso la prima messa del mattino al santuario.

…nel frattempo albeggiava…

La musica del ritorno era intermittente, ma l’eco di quella tarantella era costantemente presente nelle orecchie… almeno nelle mie!
 
Le voci erano tutte ormai quasi afone, mentre il giovane menestrello, senza fatica e con leggerezza, suonava ancora il suo organetto!!!

Siamo entrati a Francavilla che era già giorno, una giornata umida e grigia ma dalla forte luce diffusa. Ultima tarantella davanti alla chiesa della Madonna dalla Croce …e la strana notte era finita!

Chi mi ha dato l’opportunità di vivere questa esperienza non può comprendere in pieno quanto sia grande il regalo che mi ha fatto.
Grande per mille motivi…
…per le persone incontrate, la cui accoglienza, disponibilità e ricchezza di spirito riesce a dare emozioni inaspettate.

…ma sopra ogni cosa per avermi permesso di compiere un passo avanti in quel lento cammino personale di riappacificazione con le origini, con le radici, con il mondo a cui appartengo ma che spesso non riesco a capire o accettare.

m.

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Sì! Sì! Sì! …oh Sì!

Dopo un lungo periodo di assenza eccomi ritornata. Non è che non avessi nulla da dire anzi sono successe tante di quelle cose… piccole cose come viaggi, film visti e libri letti e cose più grandi come il cambio della guardia qui a Milano (e a Napoli e in altre città) e la raggiunta del quorum al referendum (cosa per me ancora più in importante della vittoria dei sì, come avevo già detto più volte  :)).

Mi sarebbe piaciuto scrivere tutte queste cose, dalla più banale alla più significativa, ma purtroppo la triste e mera verità è che non ho avuto il tempo. Arghhhh mero lavoro!!! E per carità, meglio che ci sia 😉

Ieri sera ero all’ Area Carroponte a Sesto San Giovanni  (Mi): lo spazio è una ex area industriale recuperata e utilizzata come spazio per veneti e concerti in collaborazione con Radio Popolare, Arci e altre associazioni milanesi. A mio parere si tratta di un gioiellino con il suo carroponte (il nome non è casuale) che si staglia su tutta l’area illuminato di rosso in contrasto con il cielo blu delle notti estive. Il carroponte fa parte del MIL Museo dell’Industria e del Lavoro  e proprio sul loro sito potrete trovare tutte le informazioni sul recupero e la riqualificazione dell’area ex-Breda ( qui trovate la pagina del Carroponte ).

Vi dicevo che ieri sera ero al Carroponte per vedere la prima serata del nuovo spettacolo di Sabina Guzzanti “Sì! sì! sì!… oh, sì!”… io non la conoscevo molto bene come comica e per me è stata una scoperta!!! In uno spettacolo di quasi due ore (cosa che mi sembrava impossibile all’uscita) ci ha proposto  un excursus di personaggi “più o meno” politici italiani: da Berlusconi dove ci ha proposto il loro primo incontro ad Arcore (non per quello che si potrebbe pensare oggi, ci tiene a precisare) a Bruno Vespa, da Bush alla De Filippi, da Bersani a Valeria Marini etc. da Moana Pozzi (di cui potete vedere il video sotto) a D’Alema

Tanti i riferimenti anche all’Italia del dopoguerra, al ‘68, ai partigiani… tra cui la chiusura dello spettacolo sulle note de “I ribelli della montagna” (anche se leggermente rivisitata)

Certo non ci illudiamo (come lei stessa dice), le cose potrebbero peggiorare ma intanto… Sì sì sì…Oh Sì.

Sabina_Moana @ Carroponte
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